Informazioni tecnico biologiche

ATTIVITA DI SANIFICAZIONE E PREVENZIONE IN LOCALI CONTRO VIRUS E BATTERI

In relazione al contenimento della diffusione del Coronavirus, diventa importante integrare le procedure di igienizazione con una ulteriore azione di sanificazione con ozono, un procedimento innovativo per rendere igienizzati gli ambienti.

OZONO COME AGENTE DISINFETTANTE E DISINFESTANTE
L’azione ossidante esplicata dall’ozono ha fatto sì che sin dalla sua scoperta fosse utilizzato come agente battericida, fungicida e inattivante dei virus . Esso è stato utilizzato inizialmente come agente disinfettante nella produzione di acqua potabile, in Francia dal 1906 ed in Germania dal 1972. La scelta dell’ozono fu basata sul fatto che esso è più efficace di altri disinfettanti verso un più ampio spettro di microorganismi.
I diversi batteri mostrano una sensibilità variabile all’ozono: i Gram-negativi sono meno sensibili dei Gram-positivi, i batteri sporigeni si dimostrano più resistenti dei non sporigeni Poiché il meccanismo con cui agisce l’ozono è la perossidazione lipidica, la causa della differente sensibilità sarebbe imputabile alla differente composizione lipidica della parete batterica
L’inattivazione dei virus è stata finora meno studiata di quella dei batteri; è comunque noto che anch’essa avviene rapidamente in seguito ad ozonizzazione, anche se richiede una somministrazione di gas a concentrazioni superiori rispetto a quella necessaria per i batteri . Si è osservato, infatti, che le curve di inattivazione mostrano un rapido abbattimento delle colture fino al 99%; il restante 1% richiede un tempo maggiore per la totale inattivazione. Vari studi effettuati sulla sensibilità dei virus all’ozono hanno dimostrato che i virus provvisti di membrana sono nettamente più sensibili di quelli che ne sono sprovvisti.
Il meccanismo di azione dell’ozono sui virus non è sicuramente quello di una distruzione, come nel caso dei batteri, ma di un’inattivazione; l’azione dell’ozono consisterebbe in un’ossidazione, e conseguente inattivazione, dei recettori virali specifici utilizzati per la creazione del legame con la parete della cellula da invadere. Verrebbe così bloccato il meccanismo di riproduzione virale a livello della sua prima fase: l’invasione cellulare.

Inattivazione di batteri, virus, funghi, muffe ed insetti in seguito ad ozonizzazione
ORGANISMO CONCENTRAZIONE TEMPO DI ESPOSIZIONE
BATTERI
(E. Coli, Legionella, Mycobacterium, Fecal Streptococcus) 0,23 ppm – 2,2 ppm <20 minuti
VIRUS
(Poliovirus type-1, Human Rotavirus, Enteric virus) 0,2 ppm – 4,1 ppm <20 minuti
MUFFE
(Aspergillus Niger, vari ceppi di Penicillum, Cladosporium) 2ppm 60 minuti
FUNGHI
(Candida Parapsilosis,
Candida Tropicalis) 0,02 ppm – 0,26 ppm <1,67 minuti
INSETTI
(Acarus Siro, Tyrophagus Casei, Tyrophagus Putrescientiae) 1,5 – 2 ppm 30 minuti?
Il Ministero della Sanità con protocollo del 31 Luglio 1996 n°24482, ha riconosciuto l’utilizzo dell’ozono nel trattamento dell’aria e dell’acqua, come presidio naturale per la sterilizzazione di ambienti contaminati da batteri, virus, spore, muffe ed acari.
L’ozono infatti ha un notevole potere ossidante e disinfettante per cui, quando entra in contatto con una qualunque materia organica, innesca una reazione di ossidazione che uccide batteri, virus, acari, microrganismi di qualunque tipo, muffe e funghi, mentre le molecole degli odori vengono ossidate eliminandone il carattere sgradevole.

L’ ozono è scientificamente riconosciuto come presidio per la decontaminazione microbiologica delle superfici e degli ambienti. La sua azione è totalmente naturale e non lascia nessun residuo chimico, perché si riconverte spontaneamente in ossigeno.

Cosa è l’ozono
L’ozono (dal greco ozein, odore) è una molecola costituita da 3 atomi di ossigeno (O3). La sua struttura chimica è un ibrido di risonanza tra tre formule limite possibili:
L’ozono è presente in natura come un gas blu dall’odore acre pungente e la sua concentrazione nell’atmosfera è di circa 0,04 ppm (1 ppm ~ 2 mg/m3). Tale gas si forma naturalmente nella stratosfera e in particolare nell’ozonosfera, concentrandosi a circa 25 km al di sopra del livello del mare. La quantità di ozono è mantenuta costante mediante un equilibrio dinamico
Potenti scariche elettriche e radiazioni UV (dissociano l’ossigeno molecolare, in ossigeno atomico
O2 + uν → O + O
L’ossigeno atomico si combina rapidamente con un’altra molecola di ossigeno formando la molecola triatomica dell’ozono (O3). L’effetto netto della reazione è la conversione di tre molecole di ossigeno in due molecole di O3.
secondo la seguente reazione:
O + O2 → O3
PROPRIETA’ CHIMICO-FISICHE

L’ozono è un gas solubile in soluzione acquosa (~ 13 volte più dell’O2 a 0-30°C) con una solubilità inversamente proporzionale alla temperatura ed al pH. Ad esempio, a pH 7,0, aumentando la temperatura da 15 °C a 30 °C, si osserva una riduzione dell’emivita dell’ozono da 30 a 12 minuti; a 21°C, a pH 6,0, l’emivita è di circa 20 minuti, riducendosi a 5 minuti a pH 8,0. Allo stato gassoso, la decomposizione è meno influenzata dalla temperatura; a 20°C, l’ozono possiede un’emivita di circa 20 minuti
L’ozono è una molecola caratterizzata da un alto potenziale ossidativo (potenziale redox di +2.07 V) inferiore solo ad alcune sostanze, ma nettamente superiore a quello del cloro
Il forte potere ossidante dell’ozono consente al gas di ossidare ed inattivare numerosi composti organici (fenoli, benzene, trialometani, pesticidi) ed inorganici (cianuri, solfiti, nitriti

Le caratteristiche principali dell’ozono sono le seguenti:
• Possiede un elevatissimo potere ossidante
• Svolge una potente azione disinfettante
• Ha la capacità di degradare composti organici non biodegradabili
• Può essere utilizzato in aria o in acqua; nell’acqua, non lascia traccia né di odore né di sapore
• L’emivita (il tempo di degrado della molecola ozono) è molto breve. Dopo 20/30 minuti dal termine dell’erogazione in ambiente, l’ozono si riconverte in ossigeno.

L’utilizzo dell’ozono:

  • Migliora la qualità della vita negli ambienti confinati
  • In breve tempo decontamina tutte le superfici orizzontali e verticali compresi arredi e suppellettili, penetra in profondità in tutti i tessuti (moquettes, materasssi,divani, tende ecc)
  • Come battericida l’ozono è 300 volte più reattivo del cloro, con una percentuale di abbattimento di virus e batteri spesso totale in altri casi oltre il 99,98%.
  • Entra negli impianti di condizionamento e nei canali di aerazione e in tutti gli scarichi distruggendo ogni microrganismo
    Adempie inoltre alle vigenti disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro (D. Lgs. 81/2008) e sull’igiene (155/97 H.A.C.C.P.)

Dove si può applicare il generatore di ozono:
Deodorazione/disinfezione degli ambienti confinati e con protocollo HACCP
Cucine, ristoranti, mense
Alberghi
Scuole
Ospedali
Vagoni ferroviari
Cabine di navi
Bagni pubblici
Trasporti pubblici
Centri estetici
Studi e laboratori odontoiatrici
Laboratori analisi
Celle frigorifere
Magazzini e depositi
Stabilimenti industriali
Piscine
Centri termali
Distruzione di ossido di carbonio in locali di prova motori
Distruzione di funghi, trasmigrazione di odori
Rallentamento della maturazione della frutta, deodorazione delle celle frigorifere
Negli impianti di stabulazione e negli allevamenti di animali;
Nella lavorazione della salumeria, carni, budella, formaggi e latticini in genere;
Igienizzazione delle condotte di aria condizionata, trattamento aria impianti biologici, industrie, vasche di Fermentazione e di compattazione fanghi;
In abbinamento ai filtri elettrostatici per abbattere polveri, fumi, esalazioni oleose (lavorazioni con macchine utensili)
Per ottenere i risultati sopra indicati, la progettazione dell’intervento di disinfezione deve essere eseguita da persone che siano in grado di relazionare, al volume dei locali ed alle tipologie di attività che vi si svolgono, questi 3 parametri :
1) p.p.m inserite in ambiente
2) tempi di esecuzione del trattamento
3) kg di aria in ambiente e tempo di aereazione dell’ambiente trattato .
Se non si conoscono questi parametri, la disinfezione potrebbe essere insufficiente, nulla, o peggio PERICOLOSA per la salute .
E’ quindi fondamentale saperla calcolare ed al termine controllare il residuo in ambiente che deve essere uguale a zero ppm. per cui è importante affidarsi sempre a personale qualificato.
Tutto questo noi lo monitoriamo e te lo certifichiamo, rilasciamo sempre la scheda tecnica, e per chi ne avesse bisogno con supplemento la certificazione.

Tossicità
Vista la sua breve emivita, l’ozono non può essere prodotto e conservato, ma è necessario che venga generato in situ al momento dell’utilizzo attraverso gli ozonizzatori. Tuttavia, sebbene a basse concentrazioni non sia particolarmente tossico, ad alte concentrazioni può avere effetti gravi. I principali danni sono a carico delle vie respiratorie per alterazione della permeabilità degli epiteli, con conseguente riduzione della funzionalità polmonare (fino ad edema); può inoltre determinare un peggioramento in soggetti con bronchite od asma.
L’ozono è anche causa di altri disturbi quali bruciore agli occhi, mal di testa, debolezza. Pertanto, la tossicità dell’ozono richiede che gli addetti al suo utilizzo siano continuamente monitorati e protetti. In conformità alle norme H.A.C.C.P e D.Lgs. 626/94, chi ne fa utilizzo non deve essere esposto a più di 0,1 ppm di ozono in 8 ore o più di 0,3 ppm due volte/die per 15 minuti (si noti che la soglia di percettibilità olfattiva per l’uomo è a concentrazioni tra 0,02 e 0,05 ppm, pari a circa 1/20 della soglia di concentrazione definita sicura per un tempo di esposizione di 15 minuti ed a circa ¼ della soglia di esposizione definita sicura negli ambienti di lavoro).

La radiazione ultravioletta germicida
E’ un metodo di sterilizzazione che usa la luce ultravioletta (UV) alla lunghezza d’onda UV-C, che modifica il DNA o l’RNA dei microorganismi e quindi impedisce loro di riprodursi o di essere dannosi. È utilizzata in una varietà di applicazioni, per esempio la disinfezione di cibo, acqua e aria. La luce UV è stata considerata un mutagene a livello cellulare già da più di un secolo.
La luce ultravioletta è una radiazione elettromagnetica con lunghezze d’onda più corte della luce visibile. L’UV può essere diviso in varie categorie, la categoria corta (UVC) è considerata “UV germicida”. A certe lunghezze d’onda l’UV è dannoso per batteri, virus e altri microorganismi. Ad una lunghezza d’onda di 2537 Angstrom (254 nm) l’UV C distrugge i legami molecolari del DNA dei microorganismi, producendo dimeri di timina nel loro DNA e distruggendoli, rendendoli inoffensivi o impedendone la crescita e la riproduzione. I microorganismi hanno una scarsa protezione dall’UV e non possono sopravvivere ad un’esposizione prolungata.

Un sistema è progettato per esporre ambienti come, stanze chiuse e sistemi di aria condizionata all’UV germicida.
L’efficacia dell’azione germicida dipende da molti fattori: la quantità di tempo di esposizione, le variazioni di potenza della sorgente UV , la presenza di particelle che possono proteggere i microorganismi dall’UV e la capacità dei microorganismi di resistere alla radiazione durante l’esposizione. In molti sistemi l’efficacia è aumentata dalla circolazione ripetuta dell’aria, per aumentare la probabilità che la radiazione ultravioletta colpisca i microorganismi e per irradiarli più volte.

L’efficacia di questo metodo di sterilizzazione dipende anche dalla configurazione dell’ambiente: un ambiente in cui ci sono ostacoli alla luce della lampada UV non è efficace. In questi casi l’efficacia dipende dal punto in cui è posizionata la lampada UV. Un altro problema che ostacola l’UV-C è la polvere o altre cose che possono ricoprire la lampada, riducendone l’effetto.
Un aumento dell’efficacia può essere raggiunto utilizzando la riflessione. L’alluminio ha il più alto tasso di riflessione rispetto agli altri metalli, ed è molto utile per riflettere gli UV.
Negli esseri umani, l’esposizione della pelle alle lunghezze d’onda germicide della luce UV-C possono produrre ustioni e (in alcuni casi) il cancro alla pelle. L’esposizione degli occhi a questa radiazione UV può causare infiammazioni molto dolorose della cornea e problemi alla vista temporanei o permanenti, fino alla cecità. L’UV può danneggiare la retina dell’occhio.

VIRUS

COSA SONO I VIRUS
I virus sono microrganismi piccolissimi definiti, in linguaggio tecnico, parassiti endocellulari obbligati, cioè dei microrganismi che per vivere e riprodursi hanno bisogno di una cellula, detta anche ospite, che può essere di origine batterica, vegetale o animale.
Presentano un rivestimento esterno di proteine e lipidi, chiamato envelope o pericapside, all’interno del quale è presente un mantello protettivo chiamato capside che circonda il genoma virale, che può essere DNA o RNA, e tutte le sostanze necessarie per permetterne la replicazione.

COME FUNZIONANO
Una volta legati alla membrana della cellula ospite attraverso dei recettori penetrano all’interno della cellula e perdendo il loro involucro esterno liberano all’interno della cellula sia il proprio genoma, DNA o RNA, che le sostanze necessarie alla replicazione.
Completata la replicazione del virus, la cellula ospite in genere muore liberando i nuovi microrganismi nell’ambiente circostante dove possono continuare il loro ciclo vitale infettando una nuova cellula ospite.

CONTAGIO
La trasmissione, dei virus nell’uomo sono molteplici, essi infatti possono essere ingeriti con acqua e alimenti, possono essere inalati, altri possono essere trasmessi attraverso punture d’insetti (zanzare, mosche e zecche), per via sessuale o attraverso il contatto con sangue contaminato.
Non tutti i virus sono pericolosi o causano un’infezione nell’uomo, infatti a seguito del contatto tra il virus e il nostro organismo si possono verificare, dopo un periodo d’incubazione più o meno lungo, situazioni diverse: malattia acuta, malattie asintomatiche o con sintomi minori.
Fortunatamente, la maggior parte delle infezioni virali possono essere controllate dal immunitario, quindi dopo il contatto iniziale con o senza contagio e sintomi il virus viene ucciso ed eliminato. Altri invece rimangono nell’organismo in uno stato detto di latenza, cioè rimangono all’interno di una cellula, senza riprodursi e quindi senza determinare sintomi specifici per poi riattivarsi e replicarsi quando la cellula e l’organismo umano risulta più debole. Infine, altri virus (es. virus dell’HIV o dell’epatite B) che il nostro sistema immunitario non è in grado di controllare ed eliminare causano malattie croniche.
È noto inoltre che alcuni virus a seguito del contagio e dell’infezione sono in grado di modificare il DNA della cellula ospite in modo da renderla soggetta allo sviluppo di tumori, ne sono un esempio il virus del papilloma umano associato a tumori 

CORONAVIRUS
Sono virus RNA a filamento positivo, con aspetto simile a una corona al microscopio elettronico. La sottofamiglia Orthocoronavirinae, della famiglia Coronaviridae è classificata in quattro generi di coronavirus (CoV): Alpha-, Beta-, Delta– e Gammacoronavirus. Il genere del betacoronavirus è ulteriormente separato in cinque sottogeneri (tra i quali il Sarbecovirus).

TEMPO DI ABBATTIMENTO COVID-19
Dati estremamente importanti per adottare le misure di prevenzione e sanificazione è il tempo in qui il virus Covid -19 rimane attivo fuori dall’ospite
Un abbattimento completo dell’infettività è stato osservato rispettivamente dopo le 4 ore per il rame e le 24 ore per il cartone. Più lunga la persistenza sulle altre due superfici. Sull’acciaio inossidabile la carica infettante risultava dimezzata solo dopo circa 6 ore, mentre ne erano necessarie circa 7 per dimezzarla sulla plastica. Questo dato si associava a un tempo decisamente più lungo, rispetto ai primi due materiali, per osservare un completo azzeramento dell’infettività: almeno 48 ore per l’acciaio e 72 ore per la plastica. Il rischio, quindi, diminuisce notevolmente al passare delle ore ma non si annulla se non dopo qualche giorno.
Il tempo massimo di 72 ore rende necessaria un azione di sanificazione almeno, giornaliera delle superfici sulle quali il virus rimane attivo e disponibile per un contagio

Batteri

Qual è la differenza tra virus e batteri? Virus e Batteri sono spesso confusi fra loro; infatti, hanno in comune la caratteristica di poter causare malattie agli esseri umani, agli animali e ai vegetali, e sono entrambi oggetto di studio della microbiologia, perché troppo piccoli per essere osservati a occhio nudo. Tuttavia, sono profondamente diversi ed è importante capire in cosa si distinguono. A dire il vero, i virus non sono considerati organismi viventi, a differenza dei batteri che sono, invece, organismi viventi unicellulari, costituiti cioè da una sola cellula.
che, a seconda della forma che assumono, prendono nomi diversi. La loro classificazione è ampia: si suddividono, infatti, sia in base alla loro capacità di vivere con o senza ossigeno sia in base all’aspetto fisio – patologico.
commensali, ed essere presenti sulla superficie della cute o in un organo specifico senza provocare disturbi o generare malattie
patogeni, quando invece sono causa di una patologia perché si trovano in un organo diverso da quello abituale, oppure perché sono in numero troppo elevato e non possono più essere commensali. L’Escherichia Coli è, ad esempio, un batterio che risiede fisiologicamente nell’intestino, ma quando migra dall’intestino in vescica può diventare patogeno, dando origine a disturbi come la cistite.
Fra i batteri patogeni, i principali sono: cocchi Gram positivi , cocchi Gram negativi,b acilli Gram positiv, bacilli Gram negativi, enterobatteri e batteri atipici.
Batteri in simbiosi con l’uomo
Alcuni batteri vivono in perfetta simbiosi con l’organismo umano: dalla loro regolare crescita e salute dipendono alcune importanti funzioni. È il caso, ad esempio, dei microrganismi che colonizzano l’intestino, la cosiddetta flora batterica. Quest’ultima è essenziale per la digestione, ad esempio per completare quella degli amidi e dei grassi. A comporre la flora batterica sono più di 400 specie.
La nostra pelle è popolata dalla flora cutanea, non patogena in condizioni normali. Questi microrganismi rappresentano una difesa dai batteri patogeni perché vi sottraggono il nutrimento e contribuiscono, nutrendosi del sebo, a mantenere il pH acido della pelle.